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REdiminuito #2:
artista: Pacifico;
argomenti: definire la canzone d'autore; fare canzone nei teatri.
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argomenti: presentazione dell'associazione; manifesto di intenti.

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Inascolto - Bergamo: Cristina Donà, Pacifico, Diaframma, Baustelle, pippo Pollina.

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RE DIMINUITO #2

"A proposito di canzone d'autore". Così doveva suonare il sottotitolo di questo nostro foglio, fino a poco prima del debutto. E' accaduto che, ad un certo punto, abbiamo sentito l'imbarazzo di non conoscere il significato esatto del termine "d'autore". Ne abbiamo parlato a lungo, cercando concetti semplici. AUTORE: bello, intelligente, fine, colto; POP: commerciale, adolescenza, brufoli. Ci siamo tutti resi conto di essere parecchio confusi, così abbiamo cambiato il sottotitolo e ci siamo messi a bere dei gran caffè per consolarci.

A parte gli scherzi: pur rendendoci conto di quanto sia necessario - e pratico - etichettare ogni prodotto che si affaccia sull'enormità del mercato del nostro tempo, preferiamo non abusare del termine canzone d'autore. In molti dei casi nei quali viene usato, ci suona quasi blasfemo.
Quando un oggetto d'arte viene definito "d'autore", di solito, si intende che sia stato prodotto da un artista concordemente riconosciuto come tanto autorevole da produrre "classici" (modelli di stile). Vogliamo prendere questa interpretazione come la più vicina all'originale. Inutile dire che, se suddividessimo in questo modo le canzoni, sarebbero d'autore soltanto quelle dei sacri De Andrè, De Gregori, Conte, ecc. e rimarrebbero esposti al ridicolo tutti quegli esordienti che autoclassificano il proprio lavoro in quel modo. Anche le loro case discografiche, certo.
Diverso è il "luogo comune". Ciò che implicitamente intendiamo con "d'autore", nella canzone, è qualcosa di molto simile al concetto di "bello". Pudore? Forse... W l'Italia, fa lo stesso!

La canzone italiana, secondo noi è un unicum poco scindibile, si farebbero ingiustizie lungo le linee di taglio. E poi chi dovrebbe tracciare i confini? La critica? E se la critica non bastasse a sè stessa, quella volta ogni tanto?
Ci sono pezzi pop che contengono poesia e buona musica. Di solito parlano più facile e condiscono tutto di musica e di arrangiamenti accattivanti. Essere leggeri può essere un merito, se si è riusciti comunque ad esprimere qualcosa che andava espresso. Viceversa ci sono autori incensati che gonfiano i loro pezzi come si gonfiano le bestie con gli ormoni. Fine dell'onestà. Risultato: se le mangi chi le produce!
In fin dei conti, la canzone ha origine e destinazione popolare. In caso contrario, diciamolo, se è morta... imbalsamiamola, affidiamola ai conservatori, suoniamola nei teatri lirici e finalmente la sostenga lo stato come fa con la lirica, cosicchè il mercato la pianti di farci mangiare il suo cibo avvelenato, con la forza delle sue 100.000 radio.
Come? La "canzone d'autore" si suona già nei teatri? Ah! E pensare che qualche anno fa ci si riempivano i palasport.
Nostra umile e discutibile opinione è che siano i palasport a meritare di più, non i teatri a meritare di meno. Anche perchè la deriva è intuibile: se ci abituiamo a mettere sul piedistallo ciò che "classico" non è, giù dal piedistallo si perde la bussola... e poi la fede.

Anche nell'ottica di queste riflessioni, questa volta ci occupiamo di Pacifico. Secondo noi è uno dei possibili esempi del limbo di cui abbiamo parlato, sospeso tra il pop e la poesia. Sembra tagliare ciccia buona in pezzettini piccoli, interessarsi alla digeribilità. Venendo da ascolti più cantautorali, bisogna dirlo, c'è un rapporto musica/parole più alto del normale, che spiazza e confonde chi è abituato a ricercare il testo di una song dal primo ascolto, o chi si aspetta molto dal ritornello...
Se comprate il disco, consigliamo di iniziare da Nuvola o da Punti fermi.

Ringraziamo chi ci ha risposto e vi invitiamo a tenervi in contatto con noi.

PACIFICO
Punti fermi



E mentre penso a questo, alle case da tinteggiare
ai punti fermi, ai ruderi che si sbrecciano
noi che non restiamo
prepariamo, prepariamo,
guardando sempre oltre la nostra fine, tramandiamo.
Mentre penso a questo, qualcuno sopra di me...


Vola via
profondissime ferite strette, i fiumi si allungano,
sopra ponti di cemento e sbarre, tiranti che tremano
Ci vorranno cent'anni amore, ovunque ti cercherò
Ti avessi qui...


E mentre penso a questo, alle case da traslocare
ai punti fermi, ai ruderi che resistono
noi che ci proviamo
rimaniamo, ripariamo
guardando sempre oltre la nostra fine rimandiamo.
Mentre penso a questo, qualcuno sopra di me...


Vola via
profondissime ferite asciutte le strade attorcigliano
sempre pieno di fanali, segnali di navi che tornano
ci vorranno cent'anni amore, dovunque ti cercherò
dentro agli angoli mai visitati, dimenticati
Ti avessi qui...


da "Dolci frutti tropicali" (2006)

Pacifico

Gino De Crescenzo, in arte Pacifico, nasce a Milano nel 1964. Dopo il diploma di ragioneria, Gino si laurea in scienze politiche.
Musicista autodidatta, i primi punti di riferimento sono Lucio Battisti e i Beatles, ai quali si affiancano ben presto Jeff Buckley, Police e Prince.
Nel 1989 fonda i Rossomaltese. Con i Rossomaltese è autore del brano “Apri la bocca” che Fiorella Mannoia inserisce nel suo album “Belle speranze”.
Nel 1999 collabora con la regista Roberta Torre: compone la colonna sonora del musical cinematografico “Sud Side Stori” e dello spettacolo teatrale “Invece che all’una alle due”, che riscuote un notevole successo al Teatro Stabile di Catania.
Gino adotta il nome d’arte di Pacifico e nel 2001 pubblica l’omonimo album d’esordio come solista, che ottiene immediatamente riconoscimenti di grande prestigio: Premio Grinzane Cavour, Targa Tenco per la miglior opera prima, “Emergente Italiano” nel referendum annuale della rivista “Musica & Dischi”.
Collabora con Samuele Bersani, Frankie Hi-NRG MC, poi Ivano Fossati. Nel 2004, partecipa al Festival di Sanremo vincendo il Premio per la Miglior Musica.
Del 2006 è l'album "Dolci frutti tropicali".

Date interessanti dei prossimi giorni:
Pippo Pollina è ancora in tour in Germania. Gian Maria Testa: 15/3 e 16/3 Audotorium Parco della Musica di Roma; 17/3 e 18/3 Teatro Puccini di Firenze; 21/3 Audiorium Enzo Ferrari di Maranello (MO); 22/3 Teatro Villa dei Leoni di Mira (VE); 23/3 Multisala Pio X di Padova. Lalli: 23/3 a San Clemente (RM); il 24/3 alla Feltrinelli di Milano e poi alle 21 in diretta su Radio Popolare. Alberto Fortis: 9/3 Rolling Stone di Milano. Stefano Giaccone: 23/3 al Diavolo Rosso di Asti. Diaframma: 23/3 all'Arci Joe's di Fidenza (PR). Cesare Basile: 18/3 al Centro Stabile Cultura di Schio (VI); 24/3 Pirobutirro di Pistoia. Vinicio Capossela: 16/3 Teatro Comunale di Alessandria; 20/3 al Filarmonico di Verona; 21/3 all'Augusteo di Napoli. Alberto Cantone 19/3 a Motta di Livenza (TV).

Argomenti trattati: definire la canzone d'autore; fare canzone nei teatri.
Artista: Pacifico.
Ne abbiamo parlato con:
gianCarlo Onorato: "Mi pare che le definizioni, per propria natura," ...[continua] . . Max Manfredi: "E' una definizione che ha pregi e difetti.Ma la" ...[continua] . . gianCarlo Onorato: "La domanda ha una implicazione politica in senso" ...[continua] . . Max Manfredi: "Deve, dovrebbe entrare nei teatri. La sala" ...[continua] . .




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